STORIA

STORIA

Il B&B Donna Lucrezia è ubicato all’interno di uno stabile detto “case di ringhiera” edificato nel 1907 ed ultimato ed impreziosito nel 1914 (risale sempre al 1914 l’inserimento in una nicchia al primo piano dello stabile di una stupenda statuetta raffigurante la Madonna realizzata in polvere di pietra, molto probabilmente pietra di “Trani”, e delle dimensioni di circa 40-50 cm di altezza).  Oggi, per il suo stile e per la sua manifattura, può considerarsi un edificio di richiamo storico, culturale e architettonico.

La casa di ringhiera (o casa a ballatoio) nasce come una tipologia di edilizia popolare che prevede la compresenza, su ciascun piano di un edificio, di più appartamenti che condividono il medesimo ballatoio o balcone.  Tale ballatoio, che corre per l’intera lunghezza dell’edificio, tipicamente funge da via di accesso alle singole unità immobiliari ed è in genere destinato ad un uso promiscuo da parte di tutti i condomini. Altrettanto promiscuo è l’uso del cortile interno, nel quale un tempo erano presenti gli unici servizi igienici dell’edificio.

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La tipologia delle case di ringhiera, è particolarmente diffusa nell’Ottocento nei casamenti popolari e da reddito statale nei centri urbani dell’Italia settentrionale, con particolare incidenza nella città di Milano, e negli anni dell’immigrazione interna conseguenti al boom economico ha costituito per anni e in molti casi la prima sistemazione abitativa per i nuovi immigrati giunti nelle metropoli del Nord dal Sud.

Proprio nella città di Milano giunsero i “biscegliesi” alla fine dell’Ottocento – inizi del Novecento per commercializzare i prodotti della terra come “la ciliegia tipica di Bisceglie”.

I biscegliesi furono coloro che fecero scoprire la “rucola” a Milano, perché i milanesi non sapevano nemmeno che cosa fosse. Fu così che nei primi del novecento i biscegliesi diedero vita ad una rete capillare commerciale che prevedeva l’importazione da Bisceglie dei prodotti agricoli e successiva vendita nella città di Milano. Questo fece sì che famiglie si organizzarono con un fratello a Bisceglie per gestire le spedizioni e con l’altro fratello a Milano per la vendita al dettaglio o all’ingrosso. Proprio questo interscambio commerciale diede vita ad un quartiere di Milano abitato solo ed esclusivamente da biscegliesi tanto da prendere il nome di “Zona Bisceglie”. Anche la stessa fermata della metropolitana di Milano prese il nome di “Bisceglie”.

Furono proprio in quegli anni che i nostri compaesani biscegliesi “rubarono” l’idea costruttiva delle “case di ringhiera” a Milano per “trasferirle” a Bisceglie. Il Palazzo dove sorge il B&B Donna Lucrezia è tra i più belli e meglio conservati degli edifici con cortile e sistema distributivo a ballatoio nella città di Bisceglie.

Dai racconti dei nonni biscegliesi, attuali residenti del palazzo dove oggi sorge”Donna Lucrezia”:

“Quando devi spiegare cos’è una casa di ringhiera a chi non l’ha mai vista dici che è uguale ai motel dei film americani ma invece di affacciarsi sull’autostrada si affaccia su una corte interna silenziosa e riposante.”*

“Non è vero che le case di ringhiera sono di basso profilo. Alcune sono piuttosto lussuose.”*

“Quando ti trasferisci ti manca e ritorni presto.”

“Prima era bello…tutta la giornata stavamo fuori all’uscio della porta e vivevamo la corte interna (l’atrio)…chi lavorava al tombolo, chi accordava le reti da pesca, chi essiccava i pomodori sui sacchi, chi rompeva le mandorle, chi lavorava a fare la pasta (orecchiette baresi)…e i bambini giocavano giù nel cortile interno…poi alle 17,00 ci fermavamo tutti a dire il rosario alla Madonna…” *

*citazioni Donna Grazia e Don Mauro.
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” case di ringhiera di Milano zona Bisceglie”